Paul Weller – Wake Up The Nation: Recensione album (Island).

Recensione album: Paul Weller – Wake Up The Nation (Island-2010). 

Dal 1976, anno di fondazione dei gloriosi Jam, ad oggi ha dato alle stampe ben 29 album. E’stato la voce di 3 generazioni diverse: quella frustrata degli anni 80, quella “sconvolta” degli anni 90, ed infine della nostra, quella addormentata che con Wake Up The Nation intende risvegliare. Arriva a distanza di 2 anni da 22 Dreams, disco fresco e piacevole con cui si è meritato tutti gli elogi della critica e con cui si è portato a casa un brit awards.

Per questo nuovo lavoro il vecchio, ma sempre verde, Modfather ha rivoluto con se il suo ex compagno di viaggio ai tempi dei Jam Bruce Foxton, oltre a Ben Beven (Move), Kevin Shields (My Bloody Valentine) e Clem Cattini (Tornados). Ad un primo, secondo, terzo ascolto vien da dire “nulla di che, l’ennesimo disco alla Paul Weller”, alla lunga però i pezzi prendono forma e si capisce che questa volta non è il caso di soffermarsi tanto sulla musica quanto sulle parole.

I testi la fanno da padrone, per nulla banali e al passo con i tempi. Testi carichi, incazzosi, intenti a far muovere le chiappe ai suoi conpatrioti e non solo, svegliarli e fargli aprire gli occhi su quella che è la loro società. Un enorme FUCK OFF a politici, establishment, tecnologia e perchè no anche alla famiglia reale… ne ha proprio per tutti. Mostra tutta la sua diffidenza nei nuovi strumenti tecnologici, Grasp & Still Connect e Wake up the nation tengono a smascherare i punti deboli di quest’ultimi, e sottolinea in Find the torch, in cui cantanano pure la figlia e il suo compagno, come occorra recuperare il patrimonio culturale che è andato perso.

Non solo politica e attualità. La bellissima Trees, forse la migliore, è dedicata al padre, John che fino al 2006 era stato suo manager e lo aveva sempre accompagnato nelle sue avventure nei Jam e Style Council, mentre She Speaks è una metafora tra mare e vita.
Sorprende vedere come tutti e i 16 pezzi difficilmente si spingano oltre i 3 minuti, segno di un ritorno alle radici punk. Una svolta quindi verso la semplicità e l’underground.

Le sonorità sono sempre ancorate alle radici northern soul di Paul, tuttavia pezzi come Aim High in cui Weller si cimenta nel falsetto, No tear to cry con il vecchietto Clem Cattini ai tamburi, Fast Car / Slow Traffic in cui si riconosce subito la presenza al basso di Foxton e 7&3 Is The Strikers Name in cui si chiama in causa la famiglia reale (rimanda a Echoes run the sun di 22 dreams) dimostrano come il Modfather non abbia perso affatto lo spunto creativo pur mantenendo le sue gloriose radici Mod.

‘Wake up the nation’ si fa ammirare più per la sua schiettezza che per la sua originalità, ma vedrete che alla fine andrà giù che sarà un piacere. E diamo retta a uno che la sa lunga!!! ragazzi lasciamo perdere facebook, spegniamo i telefoni, mettiamoci un bel caschetto e andiamoci a fare un bel giro in Lambretta!!

voto finale: 8 su 10

Paul Weller – Wake Up The Nation (Video)

Paul Weller – Wake Up The Nation, tracklist:

01. Moonshine
02. Wake Up The Nation
03. No Tears To Cry
04. Fast Car/Slow Traffic
05. Andromeda
06. In Amsterdam
07. She Speaks
08. Find The Torch, Burn The Plans
09. Aim High
10. Trees
11. Grasp and Still Connect
12. Whatever Next
13. 7& 3 Is The Strikers Name
14. Up The Dosage
15. Pieces of a Dream
16. Two Fat Ladies

Link: PaulWeller.com

Pubblicato il 25 aprile 2010, in Album della Settimana con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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