Joy Formidable live Covo, Bologna (25 febbraio 2011): report e foto concerto.


Il live report del concerto dei Joy Formidable al Covo di Bologna, andato in scena lo scorso 25 febbraio.

Gennaio 2010, lastfm.com o zone web limitrofe. Joy Formidable, mah. Già il “Joy” davanti mi suona un po’ pretenzioso.
Però, perbacco, sono bravi.

Agosto 2010, Reading, contea del Berkshire. Joy Formidable, in carne, ossa e strumenti.
Ri-perbacco, ma sono bravi anche dal vivo. Molto bravi, a dirla tutta.

25 febbraio 2011, Bologna, patria dei tortellini, delle due torri e di appartamenti dove ad aprirti non è quasi mai il padrone di casa, ma qualche ospite di passaggio che magari ti offre anche qualche birra, se non di peggio.
25 febbraio 2011, Bologna, è soprattutto il ritorno nel nostro paese dei tre gallesi col “joy” davanti, dopo l’apertura milanese per i Temper Trap poco più di un anno fa.

Freschi di primo album, i nostri si fanno supportare in questo tour europeo dalla compagine belga Balthazar, giovane gruppo a cinque elementi che a tratti ricorda i “Someone still loves you, Boris Yeltsin”

Le presenze nel piccolo locale non sono numerose, probabilmente la contemporaneità con il concerto dei Verdena ha spinto a favorire chi gioca in casa, fornendo una piccola rivincita rispetto alla sconfitta degli azzurri del rugby contro i leoni gallesi.

I Joy Formidable salgono sul palco con classico, preventivabile ritardo “da covo”, e il primo pezzo proposto è “The everchanging spectrum of a lie”, tra l’altro anche opening-track di “The big roar”, prima loro fatica ufficiale.

Già da questi primi sette minuti e oltre emerge una grande verve, conferma delle recensioni più che positive che si trovano su di loro vagando per la rete.

Rispetto a Reading il sound sembra anche più equilibrato tra i vari strumenti, la batteria-mangiatutto di Matt Thomas lascia più respiro alle linee di basso dell’imponente Rhydian Dafydd, mentre il folletto biondo che risponde al nome Ritzy Bryan è sempre pronto a tramortire con melodie letali, basti sentire la successiva, vigorosa “The magnifying glass”.

Il crescendo sensazionale di “Austere” e la malinconia di “The greatest light is the greatest shade” conducono dritte a “Greyhound in the slips”, brano (a dir poco) carico e che inspiegabilmente non è stato inserito nella tracklisting di “The big roar”. È un peccato che il ripetuto e indiavolato “go on, go on, you’re only obeying orders” non abbia trovato posto fra le dodici tracce dell’album, ma l’averlo sentito dal vivo è un buon risarcimento, anzi, ottimo.

La nuova “Buoy”e la vecchia “Cradle” precedono una perla (anch’essa inserita solo nel bellissimo ep “A balloon called moaning”) intitolata “9669”, ballata triste e romantica eseguita dalla coppia Bryan – Dafydd forse con eccessiva fretta.
Il degenero finale porta il nome di “Whirring”, allungata all’estremo e condita da lancio di bacchette e tanti saluti.

Per quanto visto/sentito si sono sicuramente riconfermati come una delle realtà più piacevoli e, tralasciando paragoni probabilmente eccessivi letti qua e là ( smashing pumpkins e nirvana su tutti), dà sollievo trovare band valide che sappiano discostarsi dallo stucchevole post-interpol, post-editors, post white lies ecc ecc

I Joy Formidable sanno unire melodie epiche a momenti di “confusione” incontrollata e, se proprio si deve trovare un difetto all’album (e di conseguenza alla resa live), lo si può riscontrare nell’eccessivo allungamento di alcuni pezzi come “Austere” o “Whirring” rispetto all’originale versione incontrata nell’ep “A ballon called moaning”. Diversi brani avrebbero potuto tranquillamente mantenere una durata circoscritta ai tre minuti e mezzo/quattro, anziché arrivare a sfondare addirittura i sei giri di orologio.
Quanto alla scaletta, l’unico rimpianto è stata la preannunciata assenza di “While the flies”, ma questi sono dettagli.

Magari resteranno uno degli innumerevoli gruppi che trasformeranno in bugia il solito “see you soon” di fine concerto, ma provo a rimanere ottimista e, citando “Austere”, mi dico che la speranza non è mai persa.

Setlist concerto

The everchanging spectrum of a lie
The magnifying glass
Austere
The greatest light is the the greatest shade
Greyhound in the slips
Buoy
Cradle
9669
Whirring

Foto Concerto: http://www.flickr.com/photos/tremandy/sets/72157626160058234/

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